Nella notte tra 1 e 2 settembre 2025, intense precipitazioni associate ad una cella temporalesca autorigenerante originatasi sul mar Tirreno hanno determinato nell’entroterra del levante ligure numerose frane superficiali e la piena dei corsi d’acqua. I comuni della provincia di Genova in cui si sono registrati i danni maggiori sono: Carasco, Cicagna, Favale di Malvaro, Lorsica, Moconesi, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli.
Diversi edifici pubblici e privati, ed aree sportive, sono stati inondati dalle acque dei torrenti Aveto, Lavagna, e Trebbia. Il fiume Entella ha superato la soglia di allarme a Chiavari, dove però non ci sono state precipitazioni a causa dell’estrema localizzazione delle stesse lungo i rilievi interni, con cumulate di evento che hanno superato i 200 mm.
Molte strade provinciali e comunali sono state interrotte dalle frane, le quali hanno mobilizzato prevalentemente fango ed alberi. Nessuna persona è rimasta coinvolta, ma numerose auto sono state trasportate nell’alveo dei torrenti richiedendo un’ispezione dei Vigili del Fuoco.
Di seguito alcuni video dell’evento pubblicati sulla piattaforma YouTube.
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Nel tardo pomeriggio del 19 agosto 2025, intense precipitazioni hanno determinato la piena del torrente Crisa, nel territorio del comune di Leonforte, Sicilia. Due autovetture che stavano transitando nei pressi del torrente sono state prese in carico dalle acque e trascinate per diversi metri. Dei tre occupanti, due sono stati salvati dai Vigili del Fuoco nell’immediatezza dell’evento, mentre un terzo è stato ritrovato senza vita nella mattinata del 20 agosto lungo l’alveo del torrente, a circa 2 km a valle rispetto alla propria autovettura (nella foto).
In Italia, le precipitazioni intense sono particolarmente frequenti nel periodo estivo ed autunnale a causa dell’elevata energia presente in atmosfera. Le dinamiche di questo ultimo evento a Leonforte sono simili a quelle di altri eventi riportati nel sito Polaris, in cui la rete viaria si conferma ancora una volta l’elemento più critico per la sicurezza dei cittadini. In caso di condizioni meteorologiche particolarmente avverse si raccomanda pertanto di adottare le misure di autoprotezione riportate anche qui: https://polaris.irpi.cnr.it/che-fare/.

Auto travolta lungo il torrente Crisa a Leonforte (fonte: Vigili del Fuoco Enna).
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Nella notte tra il 23 e 24 luglio 2025, intense precipitazioni temporalesche hanno provocato colate di fango e detrito nella zona di San Martino in Passiria, Alto Adige, e l’esondazione del fiume Passirio.
Come mostra la mappa della precipitazione cumulata, realizzata dall’Agenzia per la Protezione Civile della Provincia autonoma di Bolzano, le piogge che hanno innescato i fenomeni sono state estremamente localizzate ed intense.

Fango e detriti hanno invaso l’area abitata, danneggiando strade, abitazioni, e capannoni industriali, ma senza danni alle persone. In particolare, è stata chiusa al traffico la strada statale della Val Passiria SS44, e molti residenti sono stati evacuati dai Vigili del Fuoco, compresa una persona coinvolta dal fango ma senza conseguenze.
Di seguito un video della zona interessata, pubblicato dal giornale online “Il Dolomiti”.
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Nella notte tra il 28 e 29 giugno 2025, crolli in roccia hanno interessato i versanti della Croda Marcora. La polvere derivata dalla mobilizzazione dell’ingente massa di materiale roccioso ha ricoperto l’abitato di San Vito di Cadore. Ulteriori crolli si sono avuti durante la giornata del 29, così come nelle settimane precedenti.
Sempre a San Vito di Cadore, durante la giornata del 1 luglio 2025, precipitazioni di forte intensità hanno innescato una serie di colate detritiche che hanno invaso la strada statale 51 di Alemagna in località Dogana Vecchia, raggiungendo il torrente Boite. La statale è stata chiusa al traffico per motivi di sicurezza, e per consentirne il ripristino. Una precedente colata aveva invaso la statale e l’abitato di Cancia, frazione di Borca di Cadore il 15 giugno 2025.
Con il susseguirsi delle precipitazioni intense, ulteriori colate sono state osservate il 5 e 7, e 12 luglio 2025.
Di seguito alcuni video degli eventi.
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Nella tarda serata di domenica 15 giugno 2025, una colata detritica si è originata dal Monte Antelao ed ha raggiunto l’abitato di Cancìa, nel comune di Borca di Cadore (BL). Come evidente nelle immagini aeree dei Vigili del Fuoco, il materiale detritico ha invaso diverse abitazioni poste nell’area pedemontana, e la strada statale 51 di Alemagna. Non si sono registrate vittime ma alcuni residenti sono rimasti bloccati nelle proprie abitazioni. Ad innescare l’imponente fenomeno di trasporto in massa, è stata una precipitazione temporalesca di circa 50 mm in 30 minuti, con intensità di picco in 5 minuti pari a 203 mm/h (dati ARPA Veneto).
L’area posta alla base del Monte Antelao è stata interessata da fenomeni di colata detritica fin dai tempi storici, a causa delle particolari condizioni geologiche e geomorfologiche. I fenomeni più importanti degli ultimi decenni sono stati quelli del 2009, quando due persone persero la vita, e quello del 2015 (https://polaris.irpi.cnr.it/event/dissesto-geo-idrologico-nel-cadore/). Negli anni sono stati realizzati diverse misure di prevenzione sia strutturale che non-strutturale riducendo il rischio per la popolazione.
Sabato 14 giugno 2025, la stessa zona è stata interessata anche da un imponente fenomeno di crollo in roccia, in corrispondenza della Croda Marcora, tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo.
Il 28 maggio 2025, alle 15:24, la porzione frontale del Ghiacciaio di Birch, nel Canton Vallese (Svizzera), è collassata trascinando con sé gli oltre 6 milioni di mc di detriti accumulatisi sulla sua superficie nelle settimane precedenti. La sequenza di crolli di roccia provenienti dal versante settentrionale del Kleines Nesthorn (3335 m s.l.m.) ha presumibilmente giocato un ruolo fondamentale nel destabilizzare la porzione del ghiacciaio interessato dal crollo. La massa di ghiaccio si è disintegrata subito dopo il distacco, dando origine a una catastrofica valanga di ghiaccio e roccia con un fronte largo circa 500 m, che si è propagata lungo il versante a una velocità di 200 km/h, fino al fondovalle della Lötschental. Dopo una corsa di oltre 2,5 km ed aver superato un dislivello di 1200 m, la valanga è risalita sul versante opposto della valle per circa mezzo chilometro con un dislivello di 240 m. L’energia rilasciata dalla massa in movimento è stata tale da essere registrata da una vicina stazione sismica con una magnitudo indicativa di 3.1. Il torrente Lonza, che scorre sul fondovalle, è stato sbarrato dall’ingente accumulo di detrito con la formazione di un lago temporaneo. Questa ulteriore criticità ha sollevato timori per uno possibile svuotamento improvviso e la conseguente ondata di piena. Fortunatamente dopo un paio di giorni il corso d’acqua è riuscito ad aprirsi in modo naturale una via di deflusso all’interno del deposito e il livello del lago si è stabilizzato. L’abitato di Blatten è rimasto sepolto sotto una coltre di 20-30 m di spessore di detrito senza che la popolazione venisse investita. Il villaggio risultava evacuato al momento del crollo, grazie al continuo monitoraggio del Ghiacciaio di Birch in atto da oltre due decenni. Questa misura di sorveglianza fu programmata a seguito di due voluminose valanghe di ghiaccio che avevano raggiunto il fondovalle negli anni 1990. Il monitoraggio costante ha consentito di identificare l’instaurarsi di una fase evolutiva critica sul versante soggetto alla una sequenza di crolli, alcuni di dimensioni consistenti (il più grande il 19 maggio, valutato in circa 300.000 mc). Tutti questi segnali d’instabilità sono stati correttamente interpretati e comunicati agli abitanti di Blatten, che hanno avuto così la possibilità di mettersi in salvo.
Per approfondimenti: Marta Chiarle e Gianni Mortara: L’eccezionale valanga di ghiaccio e roccia di Blatten nel Canton Vallese (Svizzera)
Courtesy: Credit X @ultimoranet

Modello 3D: Copyright: Simeon Schmauß – created from BAFU/swisstopo Rapid Mapping oblique imagery, CC BY 4.0 (https://sketchfab.com/3d-models/blatten-glacier-collapse-2025-05-30-037bb8933d2444d6b283da885ab77a8d)

Prima l’evento del 14 marzo, seguito poi da quello del 18 aprile 2025. Il territorio della Toscana settentrionale si conferma tra quelli maggiormente interessati da frane e fenomeni alluvionali nei primi mesi del 2025.
Il 14 marzo 2025 precipitazioni intense e persistenti hanno interessato la zona del Mugello generando la piena del fiume Sieve e dei corsi d’acqua minori, tra cui il Rimaggio a Sesto Fiorentino. Danni per milioni di euro sono stati causati ad abitazioni, aziende e strade inondate da acqua e fango. Nelle zone montane, ed in particolar modo nei comuni di Marradi, Vaglia, e Palazzuolo sul Senio, le strade sono state interrotte da diverse frane superficiali isolando alcuni centri abitati, e determinando l’evacuazione di diverse decine di persone. Un approfondimento meteo del Consorzio Lamma è consultabile qui.
Il 18 aprile 2025, intense precipitazioni associate al ciclone Hans che aveva già provocato danni in Piemonte ed Emilia-Romagna, hanno innescato numerose frane superficiali in Versilia, nella zona interessata dalla storica alluvione del 1996. I comuni più colpiti, con le relative frazioni, sono stati Seravezza, Stazzema, Pietrasanta, e Camaiore, in provincia di Lucca, dove in 24 ore sono piovuti più di 200 mm di pioggia.
Altri eventi ripetuti avevano colpito la Toscana nel 2024.
Di seguito alcuni video pubblicati sulla piattaforma YouTube, relativi agli eventi di marzo ed aprile 2025.
Immagini aeree dalla zona del Mugello (14/03/2025)
L’esondazione del torrente Rimaggio a Sesto Fiorentino (14/03/2025)
Frane in Versilia-1 (18/04/2025)
Frane in Versilia-2 (18/04/2025)
Le abbondanti precipitazioni associate al passaggio del ciclone Hans hanno provocato diffuse inondazioni e frane superficiali in molte zone dell’Italia nord-occidentale. Le regioni più colpite sono il Piemonte e l’Emilia-Romagna, mentre copiose nevicate hanno interessato la Valle d’Aosta. Nel comune di Monteu da Po (TO), l’esondazione del Rio della Valle ha interessato il centro urbano, provocando la morte di un anziano di 92 anni mentre era al piano terra della sua abitazione localizzata nei pressi di piazza Bava.
Diverse persone sono state salvate dai soccorritori in varie località del Piemonte in seguito all’esondazione dei corsi d’acqua, e 190 sono state evacuate. Danni ingenti sono stati registrati anche lungo la rete viaria a causa di numerose frane superficiali e colate detritiche. Gli apporti pluviometrici sono stati effettivamente rilevanti, al punto che in alcune località dell’arco alpino sono stati misurati valori cumulati di evento superiori ai 500 mm.
In Emilia-Romagna, le zone più colpite dai fenomeni geo-idrologici sono state quelle del piacentino e del parmense. Un’allerta rossa è stata diramata per le zone di pianura esposte a possibili inondazioni dovute alla piena del fiume Po.
Di seguito alcuni video dell’evento pubblicati sulla piattaforma YouTube.
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