Nella giornata del 12 febbraio 2026, numerose frane si sono verificate in diverse regioni d’Italia.
In Sicilia, massi di grandi dimensioni hanno bloccato la SS185, nel territorio di Novara di Sicilia (ME).
In Calabria, diffusi fenomeni si sono verificati nella provincia di Cosenza. Tra i comuni interessati risultano Fuscaldo, Aiello Calabro, Scigliano, San Pietro in Guarano, Saracena, Sant’Agata di Esaro. Ad essere coinvolte sono state prevalentemente le arterie stradali.
In Campania, una frana si è verificata a Vietri sul Mare in corrispondenza della SS163, causando una nuova interruzione dopo quella dei giorni scorsi. Questa frana ha coinvolto un’abitazione posta alla base della parete rocciosa, per cui è stata disposta l’evacuazione di alcuni residenti. Poco lontano, a Salerno, un’altra frana ha interrotto la strada che collega il porto con l’autostrada A3. Altre frane si sono registrate a Camerota, Centola, Giungano e Palinuro.
In Emilia-Romagna, un grande masso ha invaso una strada nel comune di Alto Reno Terme (BO).
Di seguito alcune immagini pubblicate sui social network.







A Castrovillari (CS), una frana ha provocato la morte di un anziano di 80 anni nel pomeriggio del 8 febbraio 2026. Mentre era nei pressi del suo podere in contrada Feliceto, l’anziano è stato investito da una frana, rimanendo sepolto sotto la massa di fango e detriti. I soccorritori sono riusciti ad estrarre il corpo solo in serata.
Le zone di Castrovillari e dell’alto cosentino sono state oggetto di abbondanti precipitazioni fin dall’inizio del 2026, con valori cumulati di oltre 300 mm. Nuove piogge potrebbero compromettere ulteriormente la stabilità dei versanti in tutta l’area.
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Una frana si è verificata a Torraca (SA) in località Cordici, nella mattinata del 5 febbraio 2026.
La frana ha coinvolto le reti energetiche, una strada comunale, ed il sagrato del santuario dedicato alla Madonna dei Cordici, creando numerose fratture e scarpate alte alcuni metri. Le attività di monitoraggio da parte delle autorità locali sono in corso per valutare ulteriori azioni di salvaguardia per la popolazione. A rischio risultano il santuario e la strada sottostante SP16.
Di seguito viene proposto un confronto fotografico della zona in frana, che nella giornata del 5 febbraio ha avuto un’evoluzione relativamente rapida, nell’ordine delle ore. Le immagini derivano dai video delle emittenti locali Rete 7 e InfoCilento.
Frane da scivolamento di questo tipo sono numerose nella zona cilentana, a causa delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio.

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Una frana si è verificata in Costiera Amalfitana all’alba del 6 febbraio 2026, intorno alle 5. In seguito alle abbondanti precipitazioni (circa 80 mm in 6 ore), un muro in pietrame ha ceduto sotto la spinta dei terreni retrostanti carichi di acqua. Fango e detriti hanno invaso la SS163 determinandone l’interruzione.
Nessun automezzo o persona risultano coinvolti dal movimento franoso avvenuto in località Fuenti, nel tratto compreso tra Vietri sul Mare e Cetara.
Altre frane si sono verificate nel territorio di Maiori.
Di seguito alcune immagini pubblicate sui social network.

Numerose frane hanno interessato una serie di strade tra messinese e reggino, nella giornata di sabato 31 gennaio 2026.
Alcuni massi sono caduti sulla SS 18 tra Scilla e Bagnara (RC), danneggiando l’asfalto ed il guard rail. Sempre nel reggino, un’altra frana ha interessato la SP 22 a Montebello Jonico.
In provincia di Vibo Valentia, una frana ha interessato la SS 182 a Gerocarne.
Nel messinese sono state registrate frane a Sant’Agata di Militello, Militello Rosmarino, Librizzi, Longi e Messina.
Per puro caso non si registrano danni a persone ed automezzi in transito.
Di seguito alcune immagini pubblicate sui social network.
Frane nel messinese (Pagina Facebook “La Provincia Messina”)





Frane nel reggino

Nella giornata di mercoledì 28 gennaio 2026, una frana di grandi dimensioni ha interessato una cava nella Repubblica Democratica del Congo, in Africa.
La cava si trova nella zona di Rubaya, dove al momento della frana stavano lavorando molte persone, tra cui bambini, per l’estrazione del minerale coltan molto usato per la produzione di smartphone e tablet.
Le autorità locali riportano almeno 227 morti e decine di feriti. Molti corpi si trovano all’interno di gallerie, per cui al momento è impossibile recuperarli con le risorse disponibili.
Le operazioni di soccorso sono ostacolate dalla persistente instabilità del versante. Un’altra frana aveva interessato la zona già nel giugno 2025, provocando più di 200 morti.
Video dell’evento disponibile a questo link. Di seguito un’immagine Reuters.

Nella tarda serata di domenica 25 gennaio 2026, una frana da crollo in roccia ha bloccato la SS1 Aurelia all’altezza di Arenzano (GE).
La frana ha determinato il distacco di numerosi blocchi rocciosi di notevoli dimensioni che hanno occupato l’intera carreggiata. Secondo i Vigili del Fuoco di Genova, non sono stati coinvolti mezzi o pedoni in transito al momento del crollo.
La frana ha interessato un versante protetto da reti paramassi risultate però inefficaci nel contenere il fenomeno.
Di seguito alcune immagini della frana acquisite dalle squadre intervenute sul posto.





Gravissimi danni sono stati registrati in Calabria, Sardegna e Sicilia dopo il passaggio del ciclone “Harry”. Classificato come sistema depressionario di tipo extratropicale, il ciclone “Harry” ha richiamato forti venti di scirocco e levante, associati allo spostamento di masse di aria molto umide dalle regioni nord-africane. L’impatto con i settori costieri è stato molto critico, soprattutto per l’interazione tra le forti mareggiate ed i centri urbani. I danni maggiori, infatti, sono stati riscontrati su strade litoranee, edifici, strutture portuali, e parchi pubblici realizzati in tratti esposti sia a mareggiate che tsunami.
Data la buona prevedibilità dei fenomeni mediante i modelli meteorologici disponibili, il sistema di Protezione Civile ha allertato la popolazione con ampio anticipo, emanando gli opportuni messaggi di allerta. Non risultano persone che hanno perso la vita, anche in virtù delle numerose evacuazioni preventive disposte dai sindaci in diversi comuni.
Dal punto di vista dei fenomeni geo-idrologici, locali criticità sono state rilevate in Calabria, ad Africo, Bivongi, Catanzaro, Paludi, San Mauro Marchesato, ed in Sicilia ad Aidone. Locali esondazioni sono avvenute nel cagliaritano e siracusano. Le precipitazioni sono risultate molto abbondanti a ridosso dei rilievi che hanno svolto il ruolo di barriera orografica, come Etna, Peloritani e Serre. I valori cumulati di evento superano i 500 mm, come segnalato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
Di seguito alcune immagini delle frane e video delle mareggiate pubblicate sui social network.







Nelle prime ore del 16 gennaio 2026, una frana di grandi dimensioni si è verificata a ridosso dell’abitato di Niscemi (CL). Secondo i primi rilievi della Protezione Civile regionale, il movimento franoso è caratterizzato da un fronte di 1.6 km ed un’estensione di circa 1 kmq.
Lo scivolamento si è sviluppata in direzione ovest, verso la valle del fiume Maroglio, nell’ambito di unità geologiche argilloso-sabbiose già interessate da frane pregresse e fenomeni calanchivi.
La strada provinciale 12 è stata dislocata da scarpate che hanno raggiunto i 6-7 metri rispetto al piano originale, mentre ulteriori danni sono stati rilevati alle reti di metano e fibra ottica. Considerando il movimento ancora attivo, una decina di abitazioni con 35 persone sono state sgomberate in via precauzionale.
Numerose ed estese fratture sono state osservate lungo la parte instabile del versante, richiedendo una costante attività di monitoraggio per possibili movimenti retrogressivi verso l’abitato.
Niscemi fu coinvolta da una frana simile il 12 ottobre 1997, quando la parte meridionale del centro abitato fu gravemente danneggiata e 400 persone furono evacuate.
AGGIORNAMENTO DEL 25 GENNAIO 2026
Nella tarda mattinata di domenica 25 gennaio 2026, il movimento franoso ha interessato anche la zona sud del centro abitato compresa tra il quartiere Sante Croci e la contrada Pirillo, con un fronte complessivo di almeno 3 km. La strada provinciale 10 è stata interrotta, e circa 100 edifici con 1000 persone sono stati evacuati. L’invito delle autorità è quello di non addentrarsi nelle zone a rischio e rispettare le disposizioni di sicurezza.
AGGIORNAMENTO DEL 26 GENNAIO 2026
Nella giornata del 26 gennaio 2026 la frana ha mostrato chiare evidenze di attività. Le scarpate principali che delimitano la parte meridionale dell’abitato hanno subito una netta evoluzione, passando dai circa 6 metri iniziali ad oltre 50 metri, con un fronte lineare che ha raggiunto circa 4 km. Alcuni edifici posti lungo le scarpate sono crollati in seguito al movimento retrogressivo, mentre la morfologia della zona a valle risulta completamente alterata da un complesso reticolo di fratture e scarpate in costante evoluzione. Grazie alle attività di evacuazione non si registrano danni alle persone. In serata, gli abitanti evacuati risultano 1500.
A questo link, il video dal drone di LocalTeam.
AGGIORNAMENTO DEL 27 GENNAIO 2026
Nella giornata del 27 gennaio 2026 la frana si è estesa verso sud, in direzione Gela, minacciando la SP11 che resta al momento l’unica strada di collegamento con i comuni costieri. In questa zona si sono formate delle scarpate modeste rispetto a quelle sottostanti l’abitato principale, che potrebbero però estendersi nei prossimi giorni. Le scarpate principali continuano ad essere interessate da fenomeni di crollo, con conseguente retrogressione e formazione di coni detritici alla base.
Di seguito alcune immagini pubblicate sui social networks.






