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  • 1 dicembre 1923: il disastro del Gleno

    Nel 2023 ricorre il centenario del crollo della diga del Gleno. Un evento la cui conseguenza...

  • 10 settembre: gli eventi alluvionali di Livorno e Soverato

    Il 10 settembre ricorre l’anniversario di due eventi alluvionali, tra i più drammatici...

  • 14 novembre 1951: l’alluvione del Polesine

    Il 1951 fu un anno particolare. Da gennaio a ottobre su tutto il territorio nazionale si...

  • 15 settembre 2022: le vittime dell’alluvione nelle Marche

    La sera del 15 settembre 2022 una disastrosa alluvione ha interessato parte dei territori delle...

  • 1963-2023: i 60 anni del disastro del Vajont

    Oggi, 9 ottobre, ricorre il 60° anniversario del disastro del Vajont. Alle ore 22.39 di quel...

  • 2007-2021: quindici anni di frane e inondazioni in Italia

    Come noto, in Italia frane e inondazioni sono frequenti e causano alle strutture e infrastrutture...

  • Frana di grandi dimensioni a ridosso dell’abitato di Niscemi (CL)

    Gen 18 | post | IRPI | 139 Views | with Commenti disabilitati su Frana di grandi dimensioni a ridosso dell’abitato di Niscemi (CL)

    Nelle prime ore del 16 gennaio 2026, una frana di grandi dimensioni si è verificata a ridosso dell’abitato di Niscemi (CL). Secondo i primi rilievi della Protezione Civile regionale, il movimento franoso è caratterizzato da un fronte di 1.6 km ed un’estensione di circa 1 kmq.

    Lo scivolamento si è sviluppata in direzione ovest, verso la valle del fiume Maroglio, nell’ambito di unità geologiche argilloso-sabbiose già interessate da frane pregresse e fenomeni calanchivi.

    La strada provinciale 12 è stata dislocata da scarpate che hanno raggiunto i 6-7 metri rispetto al piano originale, mentre ulteriori danni sono stati rilevati alle reti di metano e fibra ottica. Considerando il movimento ancora attivo, una decina di abitazioni con 35 persone sono state sgomberate in via precauzionale.

    Numerose ed estese fratture sono state osservate lungo la parte instabile del versante, richiedendo una costante attività di monitoraggio per possibili movimenti retrogressivi verso l’abitato.

    Niscemi fu coinvolta da una frana simile il 12 ottobre 1997, quando la parte meridionale del centro abitato fu gravemente danneggiata e 400 persone furono evacuate.

    Di seguito alcune immagini pubblicate sui social networks.

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  • Frane e inondazioni a Roma e nel Lazio meridionale

    Gen 7 | post | IRPI | 222 Views | with Commenti disabilitati su Frane e inondazioni a Roma e nel Lazio meridionale

    Nelle giornate del 5 e 6 gennaio 2026, abbondanti precipitazioni hanno provocato frane e inondazioni a Roma e nel Lazio meridionale. Le frane sono state documentate in numerosi comuni, come: Anagni, Gallicano nel Lazio, Guidonia, Genazzano, Isola del Liri, Palestrina, Poli, San Vito Romano, Subiaco, e Velletri. A Roma, due frane sono avvenute lungo via Salaria e nella zona della Magliana. Nella maggior parte dei casi si è trattato di frane superficiali di modeste dimensioni, che hanno invaso la rete stradale determinandone l’interruzione temporanea. A crollare sono stati anche diversi muri di sostegno, come avvenuto a Castro dei Volsci (FR).

    I fenomeni di esondazione hanno riguardato il fiume Aniene, nei territori di Roma est e Tivoli, il fiume Sacco in provincia di Frosinone, e molti affluenti. Nel territorio di Roma, sono esondati numerosi canali del reticolo idrografico minore. Anche il fiume Tevere è andato in piena ma senza conseguenze.
    Durante l’evento sono stati registrati diversi allagamenti localizzati, la caduta di alberi di alto fusto, ed una tromba d’aria. Fortunatamente non si sono registrate morti o feriti, ma diverse persone sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco, o evacuate dalle zone a rischio.

    Secondo i dati rilevati dalla rete di monitoraggio idrometeorologico della Protezione Civile – Regione Lazio, le perturbazioni che si sono susseguite nei giorni 5 e 6 gennaio 2026 hanno determinato apporti pluviometrici dell’ordine di 150 mm in 48 ore, con picchi che hanno superato i 200 mm nelle zone più interne.

    Di seguito alcune immagini pubblicate sui social network relative a frane e inondazioni a Roma e nel Lazio meridionale.










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  • Un Natale di allerte in Emilia-Romagna

    Dic 26 | post | IRPI | 144 Views | with Commenti disabilitati su Un Natale di allerte in Emilia-Romagna

    Nelle giornate del 24 e 25 dicembre 2025, il settore orientale dell’Emilia-Romagna è stato interessato da piogge abbondanti e persistenti legate ad un flusso di aria molto umida proveniente da sud-est, vincolato nell’espansione verso nord da un ulteriore flusso di aria fredda in discesa dall’Europa orientale. Come negli eventi precedenti del 2023 e 2024, i rilievi appenninici hanno determinato una barriera orografica che ha favorito precipitazioni a carattere stazionario. I dati preliminari di ARPAE riportano valori cumulati in 48 ore superiori a 150 mm  sul bacino del fiume Senio, e valori superiori ai 100 mm sui bacini dell’Idice, Lamone, Quaderna, Sillaro, Santerno, e Montone.

    Le piene dei corsi d’acqua, che in alcuni casi hanno superato anche la massima soglia di allerta, non sono risultate in fenomeni di esondazione o rotture di argini, per cui non sono stati riscontrati danni a persone o cose. Una serie di evacuazioni preventive ha consentito di garantire maggiore sicurezza a 209 abitanti posti in aree particolarmente a rischio.

    Nelle zone collinari interessate dalla perturbazione, si sono registrate diverse frane che in alcuni casi hanno interrotto la viabilità, come nel Comune di Casola Valsenio.

    Anche questo evento si può ritenere come eccezionale rispetto alle statistiche disponibili, considerando che la precipitazione media dell’intero mese di dicembre (Clima 1991-2020) nelle zone pedecollinari varia tra i 70 e gli 85 millimetri.

    Di seguito un video dalla zona di Tebano.

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  • Frane e inondazioni catastrofiche devastano il sud-est asiatico (novembre 2025)

    Dic 1 | post | IRPI | 234 Views | with Commenti disabilitati su Frane e inondazioni catastrofiche devastano il sud-est asiatico (novembre 2025)

    Precipitazioni estreme si sono concentrate nei territori di Indonesia, Malesia, Sri Lanka, Vietnam e Thailandia negli ultimi giorni di novembre 2025. Molti centri abitati sono stati interessati da frane e inondazioni con conseguenze catastrofiche. Il bilancio provvisorio conta più di 1800 morti, centinaia di dispersi e milioni di sfollati. La parte settentrionale dell’isola di Sumatra, Malesia peninsulare e Thailandia meridionale risulterebbero le zone più colpite. Nell’isola di Sumatra i morti sarebbero più di 1100, mentre in Sri Lanka oltre i 600. I danni alle infrastrutture di comunicazione stanno mettendo in crisi le operazioni di ricerca e soccorso via terra, così come le pessime condizioni marine stanno ostacolando l’arrivo di ulteriori soccorsi via mare.

    Le abbondanti e persistenti precipitazioni, che localmente hanno superato 1000 mm in una settimana, sarebbero legate sia al normale regime monsonico dell’area, sia all’azione di 3 cicloni tropicali denominati Koto, Ditwah e Senyar.

    Di seguito i link alle immagini dell’evento ed alcuni video pubblicati sulla piattaforma YouTube:

    • RaiNews24
    • APnews
    • Reuters

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  • Alluvione improvvisa a Sapri (SA): torrenti esondati in pieno centro

    Nov 19 | post | IRPI | 388 Views | with Commenti disabilitati su Alluvione improvvisa a Sapri (SA): torrenti esondati in pieno centro

    Intorno alle 8 del 19 novembre 2025, il centro abitato di Sapri (SA) è stato interessato da un’alluvione improvvisa (flash flood). In circa mezz’ora, intense precipitazioni hanno generato  la piena dei torrenti che attraversano il centro abitato. Acqua e fango hanno invaso strade ed edifici, mettendo a rischio diversi cittadini. In particolare, una famiglia di 5 persone è stata tratta in salvo dai Vigili del Fuoco, mentre la propria abitazione veniva invasa dall’acqua. L’esondazione dei torrenti Ischitello e Santa Domenica rappresenta un fenomeno ricorrente a Sapri, data la scarsa capacità idraulica dei tratti canalizzati e tombati che drenano le acque verso mare.

    Di seguito alcuni video delle esondazioni, pubblicati sulla piattaforma YouTube.

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  • Frana su edifici a Cormons (Gorizia): morti un ragazzo ed una donna anziana

    Nov 17 | post | IRPI | 528 Views | with Commenti disabilitati su Frana su edifici a Cormons (Gorizia): morti un ragazzo ed una donna anziana

    Nelle prime ore del 17 novembre 2025, intense precipitazioni hanno provocato una colata di fango nel Comune di Cormons (Gorizia), frazione Brazzano.

    Dalle prime informazioni disponibili, sembrerebbe che la colata abbia determinato il crollo di alcuni edifici localizzati all’interno di un impluvio.

    Una persona è stata estratta viva dalla macerie, mentre il corpo di un ragazzo e quello di una donna anziana sono stati ritrovati dopo ore di ricerche dai Vigili del fuoco.

    La stazione pluviometrica di Cormons, gestita da Arpa FVG, ha registrato un picco di precipitazione oraria pari a 50.8 mm alle ore 2, come riportato nel grafico.

    Di seguito un’immagine di Google Earth con la posizione degli edifici coinvolti (rettangolo rosso), parzialmente riportati nella foto pubblicata dal Tgr-Rai FVG.

    Segnalata anche l’esondazione di numerosi corsi d’acqua nella zona orientale del Friuli.

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  • Un uomo è morto ad Ostuni in seguito all’esondazione di un canale

    Ott 4 | post | IRPI | 307 Views | with Commenti disabilitati su Un uomo è morto ad Ostuni in seguito all’esondazione di un canale

    Nella serata del 2 ottobre 2025, un uomo è morto ad Ostuni (BR) in seguito all’esondazione di un canale avvenuta durante un nubifragio. Nella zona di Lama Santa, un’autovettura in transito lungo una strada comunale è stata coinvolta dall’esondazione del canale adiacente, all’interno del quale è stata poi ritrovata. L’uomo che era alla guida, inizialmente disperso, è stato ritrovato nello stesso canale a circa 1 km di distanza dall’autovettura, ormai senza vita. L’incidente si è verificato in una zona di pianura caratterizzata da un reticolo idrografico poco sviluppato, ma che in caso di piogge intense è comunque esposta a fenomeni di inondazione ed allagamenti. Un evento simile si è verificato nel 2024 in provincia di Foggia, quando a perdere la vita è stato un Vigile del Fuoco.

    La precipitazione misurata durante l’evento dalla stazione pluviometrica di Ostuni, appartenente alla rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia, ha rilevato 32.3 mm in un’ora, di cui 23.2 in 30 minuti.

    Di seguito le immagini del canale in cui è avvenuto il ritrovamento (Fonte: VVF Brindisi, Ostuni Notizie), ed un video dell’emittente Antenna Sud.

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  • Nubifragio a Favara (AG): donna trascinata dall’acqua all’interno di un canale

    Ott 1 | Nubifragio, post | IRPI | 1226 Views | with Commenti disabilitati su Nubifragio a Favara (AG): donna trascinata dall’acqua all’interno di un canale

    Nella mattinata del 1 ottobre 2025, un forte nubifragio ha interessato la zona meridionale della Sicilia, generando diffusi allagamenti ed esondazioni dei corsi d’acqua. Nel comune di Favara, le strade cittadine sono state inondate da flussi di acqua molto veloci e turbolenti, i quali hanno parzialmente sommerso le auto in transito. Una donna di 38 anni ha tentato di mettersi in salvo uscendo dalla sua autovettura, ma è stata trascinata dalle acque all’interno di un canale artificiale confluito nell’alveo del torrente Cicchillo. Le ricerche sono in corso con vari mezzi, tra cui i sommozzatori dei Vigili del Fuoco.

    La stazione di Agrigento appartenente alla rete di monitoraggio pluviometrico della Protezione Civile Siciliana, ha registrato un picco di precipitazione pari a 33.5 mm in 15 minuti.

    Eventi di questo tipo sono frequenti dove il reticolo idrografico è stato intensamente modificato nel corso degli anni, ostacolando le piene dei corsi d’acqua caratterizzate da portate particolarmente elevate. Eventi pluviometrici intensi associati a fenomeni convettivi, come quelli accaduti oggi nell’agrigentino, sono previsti in aumento nell’area del Mediterraneo.

    Il cerchio rosso nell’immagine evidenzia la donna scesa dalla sua autovettura, pima di essere trascinata via dall’acqua. Il video integrale è stato pubblicato da Rainews.it.

    Alcuni video gli effetti del nubifragio ad Agrigento e Favara

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  • Una vittima e danni diffusi in Italia settentrionale dopo il passaggio della prima perturbazione autunnale del 2025

    Set 23 | post | IRPI | 1296 Views | with Commenti disabilitati su Una vittima e danni diffusi in Italia settentrionale dopo il passaggio della prima perturbazione autunnale del 2025

    Durante la giornata del 22 settembre 2025, esondazioni, frane e colate detritiche si sono verificate in diverse zone del nord Italia. Ad innescare i fenomeni sono state delle precipitazioni molto intense e talvolta localizzate, associate ad una perturbazione atlantica in ingresso dai quadranti occidentali.

    La Liguria è stata la regione in cui si sono registrati gli apporti pluviometrici maggiori, con un valore cumulato di 414 mm in 8 ore registrato alla stazione di Dego (ARPA Liguria), nel savonese, con un picco di 106 mm in 1 ora. In seguito all’esondazione del fiume Bormida, estesi allagamenti si sono verificati nei comuni di Carcare, Cairo Montenotte ed Acqui terme, già interessati da fenomeni simili il 27 ottobre 2024, ed in diversi comuni della provincia di Alessandria. A Spigno Monferrato, una turista tedesca è deceduta in seguito alla piena del torrente Valla che ha interessato il campeggio presso cui stava trascorrendo le vacanze.

    In Lombardia, il fiume Seveso è esondato a Milano allagando diversi quartieri del centro, ed in Brianza, dove diffusi allagamenti si sono verificati a Meda, Bovisio, e Cesano Maderno. Anche il lago di Como è esondato, invadendo una parte del centro di Como. Sempre nel comasco, a Blevio si è registrata l’ennesima colata detritica che ha provocato danni a strade ed edifici, oltre alle autovetture in transito. Un’altra colata detritica ha invaso l’abitato di Casargo (LC).

    Durante l’evento, decine di persone sono state evacuate dalle zone invase dall’acqua, mentre altre sono rimaste isolate anche a causa di frane che hanno interrotto la viabilità locale.

    Di seguito alcuni video dell’evento pubblicati sulla piattaforma YouTube.

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  • Frane e inondazioni nel levante ligure – settembre 2025

    Set 3 | post | IRPI | 514 Views | with Commenti disabilitati su Frane e inondazioni nel levante ligure – settembre 2025

    Nella notte tra 1 e 2 settembre 2025, intense precipitazioni associate ad una cella temporalesca autorigenerante originatasi sul mar Tirreno hanno determinato nell’entroterra del levante ligure numerose frane superficiali e la piena dei corsi d’acqua. I comuni della provincia di Genova in cui si sono registrati i danni maggiori sono: Carasco, Cicagna, Favale di Malvaro, Lorsica, Moconesi, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli. 

    Diversi edifici pubblici e privati, ed aree sportive, sono stati inondati dalle acque dei torrenti Aveto, Lavagna, e Trebbia. Il fiume Entella ha superato la soglia di allarme a Chiavari, dove però non ci sono state precipitazioni a causa dell’estrema localizzazione delle stesse lungo i rilievi interni, con cumulate di evento che hanno superato i 200 mm.

    Molte strade provinciali e comunali sono state interrotte dalle frane, le quali hanno mobilizzato prevalentemente fango ed alberi. Nessuna persona è rimasta coinvolta, ma numerose auto sono state trasportate nell’alveo dei torrenti richiedendo un’ispezione dei Vigili del Fuoco.

    Di seguito alcuni video dell’evento pubblicati sulla piattaforma YouTube.

     

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