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    Nel 2023 ricorre il centenario del crollo della diga del Gleno. Un evento la cui conseguenza...

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    Il 10 settembre ricorre l’anniversario di due eventi alluvionali, tra i più drammatici...

  • 12 febbraio 2026: frane in diverse regioni

    Nella giornata del 12 febbraio 2026, numerose frane si sono verificate in diverse regioni...

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  • 1963-2023: i 60 anni del disastro del Vajont

    Oggi, 9 ottobre, ricorre il 60° anniversario del disastro del Vajont. Alle ore 22.39 di quel...

  • Grandi frane lungo i massicci alpini del Cervino, Pelmo e Monte Bianco

    Ago 9 | post | IRPI | 361 Views | with Commenti disabilitati su Grandi frane lungo i massicci alpini del Cervino, Pelmo e Monte Bianco

    A partire dalla metà di luglio 2026, grandi frane sono state documentate lungo i massicci alpini del Cervino, Pelmo e Monte Bianco. Si tratta di distacchi di grandi volumi di roccia, dell’ordine di migliaia di metri cubi, avvenuti in maniera improvvisa e per cause naturali.
    Il Monte Pelmo, nelle Dolomiti Bellunesi, è stato interessato da crolli multipli già a partire dal 23 luglio. Ulteriori crolli sono avvenuti nelle giornate del 2 e 8 agosto (di seguito un video dell’evento pubblicato da “Il Nord Est”).

    Per quanto riguarda il Monte Bianco, un grande crollo è stato documentato lungo il versante francese il 12 luglio 2026 (di seguito il video dell’evento pubblicato dal “Corriere della Sera”). In seguito ad un ulteriore crollo avvenuto il 15 luglio nella zona del couloir du Goûter, due alpinisti hanno perso la vita. Altri crolli sono stati segnalati nella giornata del 7 agosto.

    Il massiccio del Cervino è stato interessato da un crollo di grandi dimensioni lungo la cresta Deffeyes, nella mattinata del 5 agosto 2026 (di seguito il video dell’evento pubblicato da “Ansa”).

    Questi grandi fenomeni mettono a rischio soprattutto escursionisti ed alpinisti che nel periodo estivo frequentano le zone di alta montagna. Per questo motivo, diverse autorità locali di Protezione Civile ed associazioni di guide alpine hanno raccomandato molta prudenza, se non addirittura di evitare le zone a rischio, in quanto si tratta di fenomeni non prevedibili che possono coinvolgere anche aree situate a grandi distanze. Tra le cause naturali, non si escludono le alte temperature ed i locali nubifragi che stanno caratterizzando tutta la zona alpina.

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  • Colate di fango e detrito in numerose zone alpine: 1-6 agosto 2026

    Ago 6 | post | IRPI | 225 Views | with Commenti disabilitati su Colate di fango e detrito in numerose zone alpine: 1-6 agosto 2026

    I temporali estivi dei primi giorni di agosto 2026 hanno provocato colate di fango e detrito in numerose zone alpine, dalla Valle d’Aosta alle Dolomiti.

    Diverse colate si sono verificate nei territori della Provincia autonoma di Bolzano. Particolarmente colpiti sono stati i comuni di Rasun-Anterselva, San Vigilio di Marebbe, Stelvio e Tires. Ad Anterselva, fango, tronchi e detriti hanno invaso il piazzale e le aree circostanti alla Biathlon Arena, sede delle gare dei giochi olimpici Milano Cortina 2026 (sotto le foto dei Vigili del Fuoco – Landesfeuerwehrverband Südtirol).


    A San Vigilio di Marebbe, una colata detritica ha invaso la zona di Ciamaur, ostruito un torrente e interrotto la strada per Pederü (sotto la foto dei Vigili del Fuoco – Landesfeuerwehrverband Südtirol).

    A Cervinia (Valtournenche – Aosta), fango e detriti provenienti dalla Grandes Murailles hanno invaso il campo da golf, distruggendo anche alcuni ponti in legno posti lungo i canali (sotto il video dal sito del Corriere della Sera).

    In Val di Fassa, e più precisamente nel territorio comunale di San Giovanni di Fassa (TN), la situazione di maggiore criticità si è riscontrata nell’area tra il Gardeccia, il Vajolet e il Passo Principe, dove un tratto di oltre 200 metri di strada è stato interrotto insieme a numerosi sentieri, determinando il soccorso di diversi turisti rimasti bloccati in quota. In questo caso, i fenomeni di instabilità hanno interessato i depositi detritici già presenti lungo le valli, alla base delle pareti rocciose altrettanto instabili (sotto il video dal sito Il Dolomiti).

    Anche la statale 346 del Passo San Pellegrino, in località Bucaneve nel comune di Moena, è stata interrotta da una colata (sotto le foto e video della Provincia autonoma di Trento).


    Sempre nelle Dolomiti, ad Auronzo di Cadore, 13 abitazioni per un totale di 35 persone tra residenti e turisti sono stati evacuati a causa di una colata detritica che ha raggiunto l’abitato (video sotto: Vigili del Fuoco).

    Ultima in ordine di tempo in questo articolo è la colata detritica che nelle prime ore del 6 agosto 2026 ha interessato la zona di Gisse, tra Lutago e San Giovanni, in Valle Aurina (Alto Adige), dove sono state evacuate a scopo precauzionale circa 120 persone (sotto le foto dei Vigili del Fuoco – Landesfeuerwehrverband Südtirol).

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  • Frane sismo-indotte nell’area dei Campi Flegrei. Evento del 31 luglio 2026

    Ago 3 | post | IRPI | 225 Views | with Commenti disabilitati su Frane sismo-indotte nell’area dei Campi Flegrei. Evento del 31 luglio 2026

    Nella serata del 31 luglio 2026, l’area dei Campi Flegrei è stata interessata da un forte terremoto, che l’INGV – Osservatorio Vesuviano ha stimato di magnitudo durata Md=4.7 e profondità ipocentrale di 2.6 km. I livelli di scuotimento del suolo associati a questo terremoto sono stati notevoli, raggiungendo un picco di PGA (peak ground acceleration) pari a 0.96 g.

    Oltre a provocare danni agli edifici e ad altri tipi di manufatti, questa forte accelerazione ha determinato anche l’innesco di una serie di frane, definite in questo caso simo-indotte. La frana più importante è avvenuta a Pozzuoli in via Gerolomini, dove grandi massi staccatisi da un versante vulcanico hanno invaso il piazzale di un condominio, interessando una serie di autovetture in sosta. Una persona che si trovava in una delle auto è risultata gravemente ferita, mentre altre persone sono riuscite a mettersi in salvo.

    Altre frane da crollo sono state segnalate lungo le falesie costiere di Bacoli, e lungo i versanti del cratere degli Astroni.

    E’ utile ricordare che oltre ai livelli di accelerazione del suolo, sono numerosi i fattori geologici e geomorfologici che possono controllare la distribuzione spaziale, le dimensioni, e l’impatto delle frane sismo-indotte nell’area epicentrale di un terremoto. Considerando l’intera sequenza di eventi sismici associati alla crisi bradisismica in corso, questo ultimo evento di Md 4.7 può essere considerato quello che ha avuto i maggiori effetti sulla stabilità dei versanti della zona.

    Di seguito alcuni video della frana in via Gerolomini pubblicati sulla piattaforma YouTube, ed alcune foto che mostrano evidenze di altre frane nei dintorni di Pozzuoli (credits: Cantine Astroni; montediprocida.com; Tele A; Il Mattino).

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  • AVVISO AGLI UTENTI

    Ago 3 | post | IRPI | 48 Views | with Commenti disabilitati su AVVISO AGLI UTENTI

    In seguito alla confluenza dell’Istituto IRPI nel nuovo Istituto di Geoscienze (CNR-GEO), si fa presente che il sito del Progetto Polaris continuerà ad essere aggiornato dal personale del Gruppo di Geomorfologia della sede di Perugia senza subire alcuna variazione in termini di modalità, tempistiche e contenuti. Tuttavia, nelle more della costituzione del nuovo Istituto, il sito potrà essere oggetto di modifiche grafiche e formali legate ai necessari adeguamenti dell’identità visiva.
    Grazie per la collaborazione.

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  • Blevio (CO): si allunga la sequenza di colate

    Giu 11 | post | IRPI | 227 Views | with Commenti disabilitati su Blevio (CO): si allunga la sequenza di colate

    Nella tarda serata del 9 giugno 2026, colate di fango e detrito hanno interessato l’abitato di Blevio (CO) in seguito ad un intenso temporale.

    Una stazione pluviometrica locale ha registrato un picco di pioggia pari a 15.6 mm in 5 minuti, corrispondente ad un’intensità di circa 187 mm/h.

    La notevole quantità di acqua concentrata in circa 20 minuti ha innescato colate di fango e detrito negli alvei torrentizi della zona, interessando strade ed edifici limitrofi.

    La frazione di Girola risulta quella più colpita. Grazie anche alle attività di prevenzione non si registrano danni alle persone, ma il materiale detritico insieme a residui vegetali anche di alberi di alto fusto ha interrotto la strada provinciale 583 Lariana, ed invaso alcune strade comunali e piani bassi di alcuni edifici.

    Secondo i dati a disposizione del CNR-IRPI, Blevio è uno dei comuni lariani maggiormente esposti ad alluvioni improvvise e colate detritiche. Di seguito la sequenza aggiornata degli eventi:

    22 settembre 2025

    11 giugno 2024

    18 settembre 2023

    28 agosto 2023

    8 settembre 2022

    29 settembre 2021

    25 luglio 2021

    11 ottobre 2014

    I 2 video seguenti pubblicati da Espansione TV e CiaoComo riportano una parte dei danni.

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  • Un focus sugli effetti al suolo del sisma di Mindanao (PH)

    Giu 9 | focus | irpi | 448 Views | with Commenti disabilitati su Un focus sugli effetti al suolo del sisma di Mindanao (PH)

    L’8 giugno 2026, alle 07:37 ora locale, un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito il Mindanao meridionale, nelle Filippine provocando decine di vittime, centinaia di feriti e migliaia di sfollati e senzatetto. L’epicentro è stato individuato circa 26 km a sudovest di Kablalan, nella provincia di Sarangani, e l’ipocentro a 55 km di profondità. Questa profondità intermedia ha distribuito lo scuotimento su un’area molto ampia: oltre 1,2 milioni di persone sono state esposte a intensità VIII della scala Mercalli Modificata e quasi 3,8 milioni a scuotimento molto forte. È il sisma più potente registrato nelle Filippine dal 1990.
    Il meccanismo focale indica un evento intraslab: la rottura è avvenuta all’interno della placca in subduzione lungo la Fossa di Cotabato, non sull’interfaccia tra placche che genera i grandi terremoti megathrust. Un evento simile, di magnitudo 6.7, si era verificato quasi nello stesso punto il 27 novembre 2023. Il confronto tra profondità, posizione e meccanismi focali suggerisce che quello del 2026 possa essere il più grande terremoto intraslab mai registrato in questa zona. Il contesto tettonico filippino è tra i più complessi al mondo, stretto tra sistemi di subduzione contrapposti e attraversato dalla Philippine Fault.
    Le notizie attualmente disponibili indicano che i danni più gravi si sono concentrati a General Santos, città di circa 722.000 abitanti: crolli parziali, cedimenti infrastrutturali e gravi danni all’ospedale St. Elizabeth, con evacuazione di pazienti e personale. È stata emessa anche un’allerta tsunami, con onde fino a circa 1 metro tra Sultan Kudarat e Sarangani e 0,8 metri a Sulawesi, in Indonesia. Nella prima ora dopo il mainshock si sono verificate tre repliche superiori a magnitudo 6.0, la più forte di magnitudo 6.5, capaci di aggravare edifici e infrastrutture già compromessi.
    Il danno, però, non dipende solo dallo scuotimento. Il sistema USGS PAGER-Ground Failure segnala un rischio “significativo” di frane sismoindotte ed “estensivo” di liquefazione.
    Le frane potrebbero riguardare soprattutto aree rurali e remote dell’interno del Mindanao, dove rilievi ripidi, rocce fratturate, suoli tropicali profondi e piogge abbondanti rendono i versanti instabili. Alcuni fenomeni possono avvenire subito, come crolli e scivolamenti rapidi; altri possono svilupparsi nelle ore o nei giorni successivi come colate di fango e detrito.
    Ancora più ampio è il rischio di liquefazione, che colpisce terreni granulari saturi — sabbie, limi, depositi alluvionali e costieri — quando le vibrazioni sismiche ne annullano temporaneamente la resistenza. Le aree più vulnerabili sono pianure costiere, piane fluviali e quartieri costruiti su riempimenti artificiali con falda superficiale. Il confronto più inquietante è con Palu, in Indonesia, dove nel 2018 la liquefazione causò enormi scivolamenti di terreno e la distruzione di interi quartieri.
    Il paragone con l’Italia può aiutare a interpretare l’evento. Per le frane, i riferimenti sono la sequenza del Centro Italia 2016–2017, in cui molti effetti ambientali censiti dal CEDIT (Catalogo italiano degli Effetti Deformativi del suolo Indotti dai forti Terremoti, ISPRA/CNR) furono frane che interferirono con la viabilità, e il terremoto dell’Irpinia del 1980, che riattivò movimenti franosi preesistenti. Per la liquefazione, il parallelo è il sisma che colpì l’Emilia-Romagna nel 2012, dove, nonostante la magnitudo modesta (Mw 5.8 + 5.6, profondità ~6 km), le scosse generarono diffusi fenomeni di liquefazione in un’area di circa 1.200 km² nelle campagne ferraresi, con vulcanetti di sabbia, crateri e cedimenti del suolo.
    Al di là dell’ovvia differenza di scala, i meccanismi dei due sismi sono sostanzialmente sovrapponibili; restano tuttavia differenze decisive: i terremoti appenninici sono in genere superficiali e legati a faglie normali distensive, mentre quello di Mindinao è più profondo e connesso alla subduzione. Inoltre, nelle Filippine la stagione dei tifoni può riattivare e aggravare frane per mesi dopo la scossa.

    Un cedimento in una scogliera costiera a Sitio Buhangin, presso Mindanao. Immagine twittata da Radyo Pilipinas. Foto da https://eos.org/

    RIFERIMENTI:
    — USGS Event Page us7000srb1: https://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eventpage/us7000srb1/executive
    — USGS Ground Failure: https://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eventpage/us7000srb1/ground-failure/summary
    — Petley D. (2026), The Landslide Blog, AGU/Eos – https://eos.org/thelandslideblog/mindanao-1
    — Hubbard J. & Bradley K. (2026), Earthquake Insights – https://earthquakeinsights.substack.com/p/deadly-m78-earthquake-rocks-southern
    — Martino S. et al. (2021), Catalogo CEDIT – effetti sismoindotti in Italia. ISPRA/CNR-IGAG
    — INGV Terremoti – Liquefazione Emilia 2012: https://ingvterremoti.com/2014/06/06/i-terremoti-dellemilia-2012-leffetto-della-liquefazione
    — Petley D. (2018), AGU Landslide Blog – Palu 2018 liquefaction: https://blogs.agu.org/landslideblog/2018/10/08/palu-landslides-3/

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  • Frana in località Ronzano (PR): a rischio strade e abitazioni

    Apr 16 | post | IRPI | 366 Views | with Commenti disabilitati su Frana in località Ronzano (PR): a rischio strade e abitazioni

    Durante la mattinata del 14 aprile 2026, nella frazione Ronzano del comune di Calestano (PR), una frana già censita nell’inventario delle frane dell’Emilia-Romagna si è riattivata con grande vigore.

    La frana, che aveva già manifestato segnali di attività a gennaio e marzo 2026, ha lambito alcuni edifici, provocando danni ai tralicci della rete elettrica con conseguente interruzione della fornitura di energia. Il materiale franato ha anche distrutto i canali di regimazione delle acque superficiali realizzati nei mesi scorsi, mettendo a rischio una strada comunale.

    L’evoluzione geomorfologica dipenderà dalle condizioni meteo delle prossime settimane, e richiederà un costante monitoraggio dei geologi.

    Di seguito alcune immagini dell’evento pubblicate da TGR e TV Parma.

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  • Riattivata la storica frana di Petacciato in seguito al ciclone Erminio

    Apr 7 | post | IRPI | 11977 Views | with Commenti disabilitati su Riattivata la storica frana di Petacciato in seguito al ciclone Erminio

    Nella tarda mattinata del 7 aprile 2026, la storica frana di Petacciato (CB) si è riattivata con evidenti ripercussioni sia a livello locale che nazionale. La frana, infatti, ha determinato l’interruzione dell’autostrada A14 e della SS16 Adriatica, oltre al fermo dei treni lungo la linea ferroviaria che collega Abruzzo e Molise. Nel centro abitato di Petacciato alcuni edifici sono stati evacuati per precauzione, mentre diverse strade risultano interrotte da scarpate che hanno raggiunto altezze fino ad un metro.

    Nel corso del 900, la frana di Petacciato si è attivata più di dieci volte richiamando l’attenzione di diversi gruppi di ricerca che ne hanno analizzato i diversi aspetti. La frana è dovuta allo scivolamento di conglomerati e depositi sabbiosi lungo i livelli argillosi sottostanti. Essa si estende fino al settore costiero, localizzato a circa 2 km dall’abitato di Petacciato. L’evoluzione geomorfologica della frana è caratterizzata da un movimento retrogressivo verso l’abitato, e da uno scivolamento più ampio verso mare.

    Anche in questo caso, come in quello di Niscemi e di altre frane simili, le attività di monitoraggio saranno fondamentali per seguire l’evoluzione spazio-temporale del fenomeno e gestire al meglio l’emergenza.

    Di seguito alcune immagini pubblicate da quotidianomolise.com e termolionline.it


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  • Il trasporto dei sedimenti in mare visto da satellite, dopo il ciclone Erminio

    Apr 5 | focus | IRPI | 807 Views | with Commenti disabilitati su Il trasporto dei sedimenti in mare visto da satellite, dopo il ciclone Erminio

    Le abbondanti precipitazioni associate al ciclone Erminio hanno determinato la piena di numerosi corsi d’acqua lungo il versante adriatico, dalle Marche alla Puglia.
    I satelliti europei del Programma Copernicus hanno acquisito immagini molto utili per l’osservazione e l’analisi dei fenomeni geo-idrologici attivatisi durante l’evento. L’immagine sotto è stata acquisita da uno dei satelliti della costellazione Sentinel-3 il 4 aprile 2026. Il poligono giallo identifica la fascia costiera lungo la quale numerosi corsi d’acqua hanno trasportato ingenti quantità di sedimento in mare.

    Un ingrandimento dell’immagine precedente riportato sotto mostra i cosiddetti “plume” di sedimento (pennacchi)  identificabili con il colore giallo ocra, alla foce dei fiumi Pescara, Sangro, Trigno e Fortore. Una volta giunti in mare, i sedimenti vengono presi in carico dalle correnti marine che li ridistribuiscono lungo la costa, formando la fascia che nell’immagine risulta più chiara. La differenza di colore è dovuta alla diversa concentrazione in acqua dei sedimenti, che è massima alla foce dei fiumi e diminuisce  con l’aumentare della distanza dalla costa.

    Oltre ai satelliti Sentinel-3, anche quelli della costellazione Sentinel-2 hanno acquisito immagini di estremo interesse. Nell’immagine Sentinel-2 riportata sotto, acquisita il 3 aprile 2026, si può notare la foce del fiume Ofanto in Puglia, dove oltre al plume di sedimento in mare sono nettamente distinguibili anche le aree agricole inondate.

    L’abbondante trasporto di sedimenti nei bacini idrografici interessati da precipitazioni intense è un fenomeno del tutto normale. Parte del sedimento può derivare dai processi di erosione fluviale o dalle instabilità di versante. Nelle regioni interessate dal ciclone Erminio, il trasporto solido continuerà ad essere alimentato per settimane, anche a causa della progressiva fusione della neve che manterrà alte le portate, così come il pericolo di frane. Di seguito un’immagine di LocalTeam relativa alla spiaggia di San Salvo Marina, in provincia di Chieti, dove si sono accumulati  detriti di natura vegetale, anch’essi trasportati dai fiumi.

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  • Il ciclone Erminio causa inondazioni e frane in Abruzzo, Molise, e Puglia

    Apr 2 | post | IRPI | 1430 Views | with Commenti disabilitati su Il ciclone Erminio causa inondazioni e frane in Abruzzo, Molise, e Puglia

    Numerose inondazioni e frane si stanno verificando in Abruzzo, Molise, e Puglia in seguito al passaggio del ciclone Erminio. Le aree più colpite risultano quelle già in allerta rossa ed arancione, dove le abbondanti precipitazioni e la fusione parziale della neve stanno causando l’aumento delle portate idriche dei corsi d’acqua, così come un rapido aumento del contenuto di acqua nei suoli.

    Molti centri risultano isolati e diverse persone evacuate, anche in seguito alle abbondanti nevicate che si stanno registrando nei settori interni dell’Appennino.
    Tra le criticità più importanti si evidenzia il crollo parziale del ponte sulla SS16 che attraversa il fiume Trigno, all’altezza di Montenero di Bisaccia (CB), il quale rappresenta uno dei principali collegamenti tra Abruzzo e Molise. Una persona in transito al momento del crollo risulta dispersa. Fenomeni di piena si registrano nelle diverse regioni per i fiumi Pescara, Sangro, Cervaro, Feltrino, Treste, Sinello, Biferno, Ofanto, Fortore. La linea ferroviaria adriatica è interrotta a causa dell’esondazione del fiume Osento. Un uomo è stato salvato dai Vigili del Fuoco in seguito all’esondazione del fiume Sinarca, in Molise.
    Le frane stanno interessando sia la rete stradale che i centri abitati, anche nelle Marche. Fenomeni importanti sono stati segnalati ad Agnone, Vasto, Chieti, Valle Castellana, Acquasanta Terme. A Lanciano ci sono 2 feriti, in seguito ad una frana che ha coinvolto un furgone ed un edificio.
    Il ciclone sarà ancora attivo nelle prossime ore. Ulteriori criticità potrebbero derivare dalla fusione della copertura nevosa, con ulteriori frane ed aumento dei livelli idrici.

    Gli effetti sul trasporto di sedimenti in mare sono documentati in questo focus, grazie alle immagini satellitari del Programma Copernicus.

    Di seguito alcune immagini e video pubblicate in rete.

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