Gravissimi danni sono stati registrati in Calabria, Sardegna e Sicilia dopo il passaggio del ciclone “Harry”. Classificato come sistema depressionario di tipo extratropicale, il ciclone “Harry” ha richiamato forti venti di scirocco e levante, associati allo spostamento di masse di aria molto umide dalle regioni nord-africane. L’impatto con i settori costieri è stato molto critico, soprattutto per l’interazione tra le forti mareggiate ed i centri urbani. I danni maggiori, infatti, sono stati riscontrati su strade litoranee, edifici, strutture portuali, e parchi pubblici realizzati in tratti esposti sia a mareggiate che tsunami.
Data la buona prevedibilità dei fenomeni mediante i modelli meteorologici disponibili, il sistema di Protezione Civile ha allertato la popolazione con ampio anticipo, emanando gli opportuni messaggi di allerta. Non risultano persone che hanno perso la vita, anche in virtù delle numerose evacuazioni preventive disposte dai sindaci in diversi comuni.
Dal punto di vista dei fenomeni geo-idrologici, locali criticità sono state rilevate in Calabria, ad Africo, Bivongi, Catanzaro, Paludi, San Mauro Marchesato, ed in Sicilia ad Aidone. Locali esondazioni sono avvenute nel cagliaritano e siracusano. Le precipitazioni sono risultate molto abbondanti a ridosso dei rilievi che hanno svolto il ruolo di barriera orografica, come Etna, Peloritani e Serre. I valori cumulati di evento superano i 500 mm, come segnalato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
Di seguito alcune immagini delle frane e video delle mareggiate pubblicate sui social network.







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