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Evento alluvionale in Piemonte
02-06 Novembre 1994

Fra il 2 e il 6 novembre 1994, l’Italia nord-occidentale venne interessata da un evento meteorologico particolarmente intenso. Le aree più colpite furono l’Appennino ligure, le Langhe, il Monferrato e il biellese in Piemonte, dove le precipitazioni, deboli e sparse nei giorni 2 e 3, andarono intensificandosi in quelli successivi, facendo registrare al pluviometro di Ponzone (AL) 152,2 mm in cinque ore, con un picco di 54,8 mm/h intorno alla mezzanotte del giorno 4.
Durante la notte e nelle prime ore del giorno 5 le piogge si estesero alla zona dell’astigiano e del cuneese, interessando in particolare i bacini del Tanaro, nel quale furono misurati i più alti valori di pioggia (251,6 mm/24h a Priero e 245,4/24h a Perlo, entrambi in provincia di Cuneo), del Bormida e del Belbo. Mentre nel pomeriggio/sera dello stesso giorno in quest’area i fenomeni andavano praticamente esaurendosi, nelle stesse ore le precipitazioni più intense interessarono la zona del biellese, dove al pluviometro di Oropa nelle 24 ore del giorno 5 vennero registrati 311,8 mm di pioggia.

IMMAGINE del dissesto ARGUELLO (CN) – Photo courtesy da ARPA Piemonte

IMMAGINE dell'alluvione ad ARGUELLO (CN)

IMMAGINE del dissesto a ROASCIO (CN) – Photo courtesy da ARPA Piemonte

IMMAGINE dell'alluvione a ROASCIO (CN)

A seguito di tali precipitazioni venne a determinarsi una grave e diffusa situazione di dissesto, i cui effetti si risentirono su aree densamente abitate con conseguenti danni severi alle persone, al tessuto urbano e alle infrastrutture.
Il quadro dei processi geo-idrologici che si verificarono caratterizza questo del novembre 1994 come uno dei più gravi mai accaduti in Piemonte. A partire dallo spartiacque alpino meridionale, passando per le aree delle Langhe e del Monferrato, per chiudere nelle valli del Biellese e del Vercellese, la rete idrografica fu interessata dal passaggio di colmi di piena con caratteristiche e fenomenologie diverse a seconda dei settori interessati. La morfologia fluviale fu in molti tratti modificata rispetto all’andamento ordinario, con l’apertura di nuovi canali o la riattivazione di quelli abbandonati, coinvolgendo così strutture vecchie e nuove, centri abitati, e danneggiando in più punti la viabilità di fondovalle.
Lungo il Tanaro gli abitati di Garessio, Ceva, Bastia Mondovì, Clavesana, Alba, e i territori e la viabilità nei restanti comuni della provincia di Cuneo furono gravemente colpiti.
Più a valle Asti e i comuni rivieraschi e infine Alessandria furono allagati.

IMMAGINE dell’alluvione ad ALESSANDRIA – Photo courtesy da ARPA Piemonte

IMMAGINE dell’alluvione ad ALESSANDRIA

Le vaste esondazioni e le oltre un migliaio di frane (fra soil slip e rock block slide) causarono 71 vittime (48 per esondazioni e 23 per frana), e decine di feriti. Gli evacuati furono circa 5500.
I danni interessarono 496 comuni, e furono particolarmente gravi per le infrastrutture. Dieci furono i ponti distrutti e alcune decine quelli danneggiati. Nel Piemonte meridionale alcuni centri abitati rimasero isolati per diversi giorni a causa dei danni prodotti dalle frane. Oltre 10.000 persone rimasero temporaneamente disoccupate. I danni maggiori si verificarono nella valle del Tanaro, ad Alba, Asti e Alessandria. Le stime del danno economico prodotte dall’alluvione variano fra 15.000 e 25.000 miliardi di lire (1994), pari a 1,2% del prodotto nazionale lordo di quell’anno.
Oltre al Piemonte, l’evento meteorologico interessò in modo meno drammatico anche la Liguria e la Lombardia, dove tuttavia si registrarono complessivamente sei morti, due per inondazione e uno per frana nella provincia di Savona, due per inondazione nella provincia di Pavia e uno in quella di Monza Brianza.

IMMAGINE dell’alluvione ad ASTI Photo courtesy da ARPA Piemonte

IMMAGINE dell'alluvione del 1994 ad ASTI

IMMAGINE dell’alluvione ad ALBA (CN) – Photo courtesy da ARPA Piemonte

IMMAGINE dell'alluvione del 1994 ad ALBA

GEOLOCALIZZAZIONE DEI COMUNI INTERESSATI DALL’EVENTO

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