inondazione
Alluvione a Livorno
10 settembre 2017

A partire dalla serata del 9 settembre e per tutta la notte tra il 9 e 10 i territori dei Comuni di Livorno, Rosignano Marittimo e di Collesalvetti, in provincia di Livorno, sono stati interessati da eventi meteorologici di elevata intensità che hanno determinato gravi esondazioni dei rio Ardenza e del rio Maggiore provocando la perdita di otto vite umane, l’isolamento di alcune località e l’evacuazione di numerose famiglie, danneggiamenti alle infrastrutture viarie, ad edifici pubblici e privati, alle opere di difesa idraulica e alla rete dei servizi essenziali. La quantità di pioggia caduta è risultata assolutamente straordinaria, i danni sono stati ingenti e le conseguenze drammatiche: in una notte è caduta la pioggia che nel Livornese cade di solito in 5 mesi (consorzio Lamma). Al pluviometro di Valle Benedetta a Livorno lo scroscio più violento ha fatto registrare 38 mm in un quarto d’ora e al pluviometro di Quercianella 42 mm in 15 minuti, intorno alle 3 del mattino. In quelle poche ore sul territorio livornese sono caduti in totale 260 millimetri di pioggia. Ad aggravare la situazione dei fiumi ingrossati dalle ingenti precipitazioni hanno contribuito le correnti dirette dal mare verso la terraferma generando una sorta di effetto-tappo.
Nelle prime ore del mattino del giorno 10 settembre i corsi d’acqua del reticolo idraulico del rio Ardenza e del rio Maggiore, tra i principali torrenti del livornese, sono esondati. Il tragico bilancio in termini di vite umane di questo evento è da imputare alla concomitanza di più fattori sfavorevoli: le piogge molto intense, l’orario notturno in cui si sono verificate e l’area fortemente antropizzata su cui si sono abbattute. Le vittime di questa alluvione sono state colte dalle acque all’improvviso nel sonno, ignare delle condizioni critiche e del potenziale rischio che stavano subendo. Il rio Maggiore è stato responsabile di quattro vittime annegate all’interno del loro appartamento situato al pianterreno in viale Nazario Sauro. In questa zona il rio, fuoriuscendo dalla tombatura che in quel tratto è risultata inadeguata a contenerne le acque, ha completamente allagato l’abitazione. La copertura del rio Maggiore venne realizzata a più riprese dai primi anni Trenta: un pezzo alla volta, il torrente fu tombato dapprima intorno allo stadio d’Ardenza e in seguito racchiuso sotto il percorso pedonale che transitando accanto alla casa dove vi sono state le quattro vittime, arriva alla foce situata all’interno dell’Accademia navale.
Le vittime, tutte appartenenti allo stesso nucleo famigliare, sono annegate nei locali quasi completamente invasi dal rio. La rapidità con cui le acque hanno allagato l’appartamento ha dato solo il tempo al padre e al nonno di portare in salvo una bambina, unica superstite della famiglia. I due, rientrati in casa per cercare di aiutare gli altri familiari, sono rimasti a loro volta intrappolati. A causa dello straripamento del rio Ardenza e di un suo affluente, il rio Forcone, hanno perso la vita le altre quattro persone. Una giovane è deceduta in zona Collinaia. La donna insieme col marito era riuscita a salire sul tetto cercando di sfuggire alle acque che avevano invaso la loro camera da letto. Scivolati entrambi in acqua, l’uomo è stato trovato ancora in vita aggrappato ad un tronco, mentre lei è stata trascinata a valle ed è stata rinvenuta solo dopo molte ore. Altre due vittime sono decedute lungo il tratto dell’Ardenza fra le località Stillo e Sant’Alò. Di queste una ha perso la vita annegando nella propria cantina, dove era scesa per cercare di recuperare alcuni beni che vi erano custoditi, mentre l’altra è andata incontro alla morte uscendo in giardino per portare in salvo la propria cagnetta. Infine una persona è rimasta intrappolata all’interno della sua abitazione in prossimità della Chiesa dell’Apparizione. Si tratta di un uomo che ha perso la vita a causa del Rio Forcone, le cui acque lo hanno sommerso dopo aver messo in salvo la moglie e la figlia aiutandole a raggiungere il tetto della casa.
Esaminare a posteriori le dinamiche e i comportamenti adottati dalle vittime in quei concitati momenti permette di evidenziare quanto sarebbe importante informare correttamente la popolazione riguardo le principali norme di autoprotezione da mettere in atto in determinate circostanze. Questo, unito ad una vera conoscenza sui rischi a quali il territorio in cui si vive è esposto potrebbe contribuire ad aumentare la consapevolezza dei cittadini e di conseguenza ridurre gli impatti negativi. Nel caso specifico, se nulla si può rimproverare a coloro che hanno perso la vita nel generoso tentativo di salvare i propri cari o che hanno visto inutili gli sforzi profusi per mettere al sicuro se stessi, in altri casi vi è il rammarico che a rivelarsi fatale sia stato il comportamento tenuto. Azioni istintive come scendere in cantina o in garage oppure uscire in strada per recuperare oggetti o beni ritenuti preziosi, sono assolutamente da evitare in quanto espongono a un rischio altissimo. Infatti la prima cosa da fare trovandosi in situazioni di questo tipo è quella di salire velocemente il più in alto possibile, e comunque di non abbandonare luoghi ragionevolmente sicuri.
Se gli effetti più drammatici dell’evento si sono registrati nella città di Livorno, anche le zone limitrofe sono state interessate dalle inondazioni. Infatti oltre all’Ardenza e al Maggiore sono esondati anche altri torrenti e ruscelli, tra questi il Quercianella e il Chioma. La furia delle acque di quest’ultimo ha fatto letteralmente saltare il ponte alla foce, posta al confine tra i territori comunali di Livorno e Rosignano Marittimo. In questa zona non poche persone che si trovavano in un villaggio turistico sono state tratte in salvo grazie all’intervento dei Vigili del fuoco, dalla Protezione civile e di squadre di volontari. L’acqua ha pressoché distrutto la struttura. Lungo l’Ardenza è inoltre crollato un ponte adiacente la strada provinciale per Gabbro, strada che in località Ponte del Diavolo è stata interessata da una frana.

 

FONTI
Regione Toscana – Settore Idrologico Regionale, Centro Funzionale della Regione Toscana: Report evento meteo-idrologico dei giorni 9 e 10 settembre 2017
Consorzio LAMMA: Report meteorologico 9-10 settembre 2017
http://www.toscana-notizie.it


Foto di Aldo Grandi, tratte da La Gazzetta di Lucca
Il cortile di Viale Nazario Sauro. E’ visibile il livello raggiunto dalle acque
Sauro 1

Sauro 2



GEOLOCALIZZAZIONE EVENTO

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